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Il colore del vento

di Domenico Mancusi

2 maggio 2013
Il colore del vento -
Arcetri, 1641. È un Galileo Galilei cieco e malato quello rinchiuso nella sua villa-prigione. Un uomo stanco di una vita difficile, ma dall’ingegno ancora acuto, che ripercorre la propria vita per il giovane allievo Vincenzio, raccontando la storia di una passione infinita per la libertà e il sapere, capace di rinnegare ogni dogma e autorità.
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  • Arcetri, 1641. È un Galileo Galilei cieco e malato quello rinchiuso nella sua villa-prigione. Stanco di una vita trascorsa tra successi e illusioni, il grande scienziato si sente tradito da tutti quelli di cui si era fidato. È un uomo solo che attende la morte. Ma l’intelligenza è ancora pungente, l’orgoglio intatto, come intatta è la consapevolezza di aver visto più lontano dei contemporanei, di essere al termine di un’esistenza che è stata degna di essere vissuta. E che va tramandata. 

    Così, giorno dopo giorno, Galileo detta le proprie memorie al giovane allievo Vincenzio. Ripercorre le orme di una gioventù e di un apprendistato ormai lontani nel tempo ma non nella memoria, passeggia con la mente tra i chiostri dell’università, partecipa alle feste mondane e ricorda le prime soddisfazioni scientifiche, raccontando senza censure una vita consacrata alla ricerca. Ma, nonostante le scoperte sorprendenti, come quella dei satelliti di Giove, e le invenzioni geniali, tra cui quella del compasso militare, il padre dell’astronomia moderna non sfugge all’infamante accusa della Sacra Inquisizione e all’ignominia dell’abiura. 

    Galileo pare sconfitto dagli intrighi politici e dalle invidie di corte, che lo obbligano a chinare il capo di fronte a chi arriva a negare l’evidenza del metodo sperimentale e della sua fede più grande, la dottrina copernicana. 

    Alternando sferzate polemiche contro i detrattori a incontri galanti con la veneziana Marina, è la stessa voce di Galileo Galilei a raccontare la storia di una passione infinita per il sapere e per la libertà. Una passione che, per amor di conoscenza, gli dà la forza di rinnegare ogni dogma e autorità. 

    Domenico Mancusi vive a Potenza, dove è nato. Il colore del vento è il suo terzo romanzo, per il quale ha ricevuto il Premio Merck Serono, sezione inediti. Ha, inoltre, pubblicato Sotto un cielo piccolo, finalista al Premio Italo Calvino e al Premio Elsa Morante e Per conto del padre.

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