Raccontare il gesto: un paio di trucchi per diventare un grande scrittore e turbare i lettori

Raccontare il gesto: un paio di trucchi per diventare un grande scrittore e turbare i lettori - | flickr.com/photos/pierofix/
COME SI RACCONTA UN GESTO?.
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Creare un “effetto di realtà” è una delle qualità dei veri scrittori: un talento naturale dei narratori, ma anche una tecnica che si può affinare.

14 aprile 2014 | di Editor 2.0.

Stai leggendo uno degli incipit di IoScrittore. A un certo punto, all’improvviso in te scatta qualcosa: è come se qualcosa fosse uscito dalla pagina, dal testo, per diventare vero, reale. Ora lo vedi, lo senti, quello che era solo scritto. La capacità di creare questo “effetto di realtà” è una delle qualità dei veri scrittori: un talento naturale dei narratori, ma anche una tecnica che si può affinare.

A provocare questi soprassalti può essere per esempio la descrizione di un gesto: i capolavori della letteratura ne sono ravvivati e illuminati, aprendosi al gioco dell’interpretazione.

Ai gesti e alla loro etimologia, e dunque al loro significato, Claudio Franzoni ha dedicato un illuminante saggio, Da capo a piedi. Racconti dal corpo moderno. Il primo gesto è immortalato da un’immagine famosa e spesso riprodotta: il passaggio della borraccia tra i campionissimi Coppi e Bartali al Tour de France del 1952. Ma chi passò la borraccia a chi? I gesti portano spesso con sé un’ambiguità che li rende narrativamente assai interessanti.

In primo luogo, i gesti – gli atti del corpo – spesso trasmettono un significato – o una ricchezza di significati - che le parole non riescono a trasmettere o a condensare: “Gli atti dell’uomo, nel momento stesso in cui attraggono lo sguardo nel loro proporsi come immagini, negano un’interpretazione rigida e univoca” (Franzoni, op. cit., p. 31).
Un esempio è il pugno chiuso, che può assumere significati diversi a seconda delle circostanze (Franzoni, op. cit., pp. 107- 110); un altro è il modo di camminare, o meglio gli “stili di camminare” (Franzoni, op. cit., pp. 115-121), in particolare quello delle donne (al tema hanno dedicato un saggio Honoré de Balzac, Théorie de la démarche, 1833, e Rebecca Solnit, Storia del camminare, 2002).

Inoltre i gesti ci parlano e riusciamo a interpretarli (e spesso li adottiamo noi stessi) anche se non ne conosciamo la genesi. Sono dunque profondamente radicati nella nostra cultura, e in qualche modo inscritti nel nostro comportamento. Come ha scritto Roland Barthes, forse disponiamo di “una riserva di atteggiamenti stereotipati che costituiscono elementi di significato già pronti” (L’ovvio e l’ottuso, p. 12).

Un atteggiamento spesso non porta con sé un significato preciso, piuttosto un’atmosfera, una tonalità emotiva (Franzoni, op. cit., pp. 41-42). A volte hanno un significato rituale, devono essere compiuti in quella determinata circostanza: un esempio tipico sono i gesti di esultanza dei calciatori, “visibili, ben riconoscibili e codificati” rivolti ai tifosi (Franzoni, op. cit., p. 91).

Ma perché dare questa importanza ai gesti, rispetto alle parole? In primo luogo, perché “nonostante ci conforti l’idea che i vari movimenti del corpo abbiano un significato, in realtà essi sono irriducibili a enunciati verbali e per questa ragione non veicolano un significato vero e proprio” (Franzoni, op. cit., p.136). C’è poi una ragione più profonda, che gli attori e gli scrittori conoscono e sfruttano da tempo e che i neuroscienziati stanno illuminando proprio ora. Alcuni esperimenti scientifici suggeriscono che quando vediamo un altro essere umano compiere un movimento, si attivano immediatamente nel nostro cervello anche i neuroni che fanno compiere ai nostri muscoli quello stesso gesto, anche se non lo compiamo. Un fatto ancora più sorprendente: lo stesso accade quando leggiamo di un personaggio che compie un gesto: i nostri neuroni motori si attivano come se quel gesto lo dovessimo fare noi (vedi Giuseppe Longo, Cognizione ed emozione: processi di interpretazione del testo letterario dalle neuroscienze cognitive all’educazione emotiva, 2011).

Non ti chiedo di indossare un casco dotato di elettrodi per monitorare la tua attività cerebrale. Però mi piacerebbe sapere se qualche volta hai avuto l’impressione, leggendo una frase, che si fossero attivati quei neuroni, quasi a compiere quella stessa azione. Insomma, mi piacerebbe compilare con il vostro aiuto una “Grammatica dei gesti letterari”, una specie di ginnastica mentale per lettori e scrittori.

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Alexandra
codice utente 22630
Commento #166
18/7/2014
Per Alendro: no, Re Kull ha appoggiato il mento sul palmo della mano, esprimendo dubbio all'interlocutore: "Dovrei venire lì, solo?"; difatti è una trappola di Huzum Tune, che lo attira mandandogli la bella messaggera biondo platino dagli occhi viola.
Alexandra
codice utente 22630
Commento #165
18/7/2014
Mi viene in mente il parallelo fra due personaggi de Il Codice 632 di José Rodríguez Dos Santos: il protagonista Noronha e il professor Martinho, entrambi sulle tracce della vera identità di Colombo (è fantastoria), con lo stesso gesto, compiuto in due tempi diversi, pulirsi le mani impolverate dalla consultazione dei documenti collegati al Codice 632. Ecco, in un gesto come quello c'è tutto il fascino della cultura e della carta toccata con mano. Sorge un dubbio: e la nostra civiltà digitale? Rimarrà qualcosa di noi fra 600 anni? Dicono che ci siano allo studio speciali cristalli di silice a proposito, vedremo.
stefano
codice utente 7913
Commento #164
8/6/2014
Talvolta in un gesto, nella semplice movenza di una ragazina c'è già tutto il personaggio. Ma parliamo di penne illustri:" ...E mentre Ruth avvertiva già il potere, la responsabilità e la dignità delle sue tette nascenti, Winfield invece era ancora un bamboccio vero e proprio." Da Furore di Steinbeck. Sono egocentrico e perciò accanto a una simile divinità posto anche un frammento mio: "Si era avviata anche lei, affrettando il passo e precedendomi. Poi si era fermata sulla soglia, voltandosi. Di nuovo quel sorriso maledetto. Un misto indefinibile di candore e sensualità che non avevo mai trovato in altre donne. Sorridendo, ogni tanto capitava che le si arricciasse leggermente il labbro superiore, scoprendo le gengive. Una volta le avevo detto che, quando faceva così, mi ricordava Laetitia Casta e lei era rimasta lusingata dal paragone." Dal romanzo Piccola storia ignobile d'amore e di corna, trombato in prima fase :)
zia Livingston
codice utente 5312
Commento #163
18/5/2014
GESTI: "Lei non arrossì anche se quelle parole dette quasi solo per provocazione le misero addosso un’agitazione torbida. Sorrise invece con un guizzo di lingua calda tra il bianco dei denti. Lui la strinse di più, in un contatto sconveniente e lei non si ritrasse. Cominciò così, anche se ancora non lo sapevano. Come non doveva tra due giovani per bene e borghesi, forse per colpa della guerra che aveva guastato i buoni costumi e accelerato il bisogno di sentirsi vivere."
Giovanni
codice utente 55472
Commento #162
12/5/2014
Si, mi è capitato una miriade di volte di "vedere il gesto" leggendo... ed ogni volte la pelle diventa ispida di filamenti che sfiorano il cielo illuminando l'anima con la luce delle stelle... anche in pieno giorno. Esempi, a memoria, non ne ricordo, ma avrò cura di annotarli da ora in poi per condividerli in questo blog. Grazie per il suggerimento e per le letture consigliate. Conosco Roland Barthes, ma non gli altri.
Lu Pone
codice utente 5832
Commento #161
10/5/2014
Tonno, dammi retta, amico caro, cambia pagina: http://www.ioscrittore.it/doc/68579/le-300-opere-finaliste-delledizione-2014-del-torneo-ioscrittore.htm?page=3#commenti Altrimenti resti solo
Lu Pone
codice utente 5832
Commento #160
10/5/2014
Toh, saluto tutti anche qui. Ciao
Tonno
codice utente 1552
Commento #159
10/5/2014
Salve Blog! Non ho superato la prima fase. Peccato. Un peccato, perché se alcuni hanno trovato noioso il mio racconto, altri (a molti altri) è piaciuto e tanto anche. Diciamo che c'è stata una raccolta di giudizi abbastanza variegata, ma in fondo non mi aspettavo nulla. Onore ai selezionati! E adesso veniamo a noi... Avevo già detto che avevo trovato interessantissimo e divertentissimo un racconto fantasy, una fiaba molto carica di humor che mi ha fatto piegare dalle risate e a cui avevo affibbiato voti altissimi. Il problema di fondo è che mi son dovuto accontentare del solo incipit... Vorrei chiedere all'autrice se è disposta a farmi leggere tutta la storia (almeno credo sia una "lei"). Il titolo del romanzo è "La Principessa Sbagliata". SE l'autrice è disposta, posso inviarle il mio romanzo come "scambio".. Spero tu legga questo messaggio e, nel caso vorrai contattarmi, questa è la mia email: antonio.moliterni@gmail.com In bocca al lupo a tutti!
Alendro
codice utente 55615
Commento #158
7/5/2014
@Alexandra. Ah quindi si è staccato il mento e l'ha messo sul palmo della mano ? ... uno splatter praticamente... ;op
Alexandra
codice utente 22630
Commento #157
4/5/2014
Salve Dr. Oliviero. Sì, mi è capitato, davanti al gesto di Re Kull di Valusia quando riceve una spia che gli dice di andare nel lago degli Uomini Serpente da solo. "Da solo?" domanda Kull mettendosi il mento sul palmo della mano. Ecco, quello è un gesto che indica diffidenza e io, immersa nella lettura, l'ho imitato.
Virgola
codice utente 8402
Commento #156
28/4/2014
Grazie Sofia. Non riuscivo più a raccapezzarmi.
Sofia Filo
codice utente 894
Commento #155
28/4/2014
@Virgola Sono tutti sul blog di "Benvenuti al torneo letterario più bello che c'è . . ."
Virgola
codice utente 8402
Commento #154
28/4/2014
Cosa è successo? Siete spariti voi o è sparito il blog? Strano, di solito pochi giorni prima dell'annuncio dei finalisti il blog diventa scoppiettante!
Luna Lovegood
codice utente 20872
Commento #153
26/4/2014
buona notte blog! tornerò a trovarvi in qualche notte di cielo sereno
Luna Lovegood
codice utente 20872
Commento #152
25/4/2014
ho controllato il programma del salone del libro. l'unico evento in cui partecipa Stefano Mauri è quello intitolato "Lo stato delle cose. Presente e futuro del libro in Italia - Officina, editoria di progetto" - Sabato 10 maggio, ore 18.30 - Sala Professionali
Luna Lovegood
codice utente 20872
Commento #151
25/4/2014
@ antonio _ allora di sicuro non hai letto il mio. :D
antonio
codice utente 51529
Commento #150
25/4/2014
Nunz anche io ho avuto lo stesso problema................
antonio
codice utente 51529
Commento #149
25/4/2014
Io ho ricevuto degli incipit dove ho riscontrato anche in quelli sufficienti (e non erano molti..ma ovviamente è un mio giudizio sindacabile i come tutti).)la poca originalità e sopratutto la voglia di non rischiare. Scritto bene,personaggi nei canoni classici, ma mai una sorpresa, mai un "pugno allo stomaco" ..insomma tutto politicamente corretto! se fosse sempre cosi autori come Pedro Gutierez o Bunker in un concorso come questo, sarebbero stati esclusi..
Luna Lovegood
codice utente 20872
Commento #148
25/4/2014
ho appena finito di leggere l'incipit di Savic e in effetti anch'io mi sarei aspettata di meglio. se mi fasse capitato nel torneo avrei attribuito un voto sufficiente ma non alto. voglio sperare che le successive 240 pagine abbiano qualcosa di interessante da raccontare
Luna Lovegood
codice utente 20872
Commento #147
25/4/2014
non è detto ce se attribuisci 7 a un incipit arrivi in finale. magari qualcuno attribuirà 4. abbiamo imparato anche quanto possano essere soggettive le valutazioni. ed è giusto che sia così
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