Il paradosso dell’esordiente: perché è più facile pubblicare il romanzo d’esordio del secondo libro?

Il paradosso dell’esordiente: perché è più facile pubblicare il romanzo d’esordio del secondo libro? -
Pubblicare il romanzo d'esordio.
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Per un autore è più facile pubblicare il primo romanzo che pubblicare il secondo. La ragione è molto semplice...

5 novembre 2015 | di Oliviero Ponte Di Pino.
Hai scritto un capolavoro. Nessuno te lo pubblica. Editori e agenti nemmeno ti rispondono. 
Ti consoli, perché sei in buona compagnia. La storia della letteratura è piena di capolavori rifiutati da editori e agenti: da Moby Dick (“Ma chissenefrega dell’ennesima storia di naufragio?”) a Harry Potter, (“Ma dai! Un ragazzetto che va in un college inglese a studiare magia? Ti pare sensato? Siamo nel XX secolo, non è credibile”), passando per i romanzi di Samuel Beckett. Se questo è un uomo, forse il libro più importante del Novecento italiano, venne rifiutato da Einaudi (per capire i motivi del rifiuto, è utile leggere l’enciclopedico saggio che Marco Belpoliti ha dedicato all’opera di Primo Levi). 
 
È una prima grande consolazione: ti trovi nell’eletta compagnia dei rifiutati, i geni misconosciuti della letteratura e dei best seller di tutti i tempi. Seconda consolazione: puoi convincerti che la pubblicazione di un libro sia determinata solo da una rete di raccomandazioni, amicizie, complicità, veti, antipatie, invidie. Insomma, sei l’ennesima vittima dalla mafia critico-editoriale. 
Per fortuna non è così. Per cominciare, molti libri “pluririfiutati” sono poi stati pubblicati e sono diventati classici. In secondo luogo, tra i libri che non sono stati pubblicati ci sono milioni di testi orribili, inutili, illeggibili. 
È assai improbabile che un capolavoro resti sconosciuto. In Italia operano oltre 6000 case editrici. Questo vuol dire oltre 4000 editori che si avvalgono della collaborazione di migliaia di editor, redattori, lettori, consulenti, agenti, scout... 
 
Se hai scritto qualcosa di minimamente interessante, prima o poi la curiosità di uno di questi esperti si accenderà. Sono tutte persone alla disperata ricerca del giovane talento, del libro che venderà milioni di copie, dell’autore destinato al Nobel. È questa l’ambizione di ogni editore, di ogni editor, di ogni critico, di ogni. Hanno fame di esordienti da lanciare. 
Gli altri editori non hanno capito il tuo libro, e dunque non lo possono pubblicare in maniera efficace. Per fare del tuo manoscritto un successo, è necessario in primo luogo l’entusiasmo dell’editore, convinto di aver trovato il libro “giusto”.
Insomma, se sei convinto che il tuo libro sia un capolavoro, non disperare! Insisti, è impossibile che nessuno se ne accorga. Prima o poi... Devi essere paziente e testardo (a far fruttare i consigli, e anche i rifiuti). 
La conferma di questa ipotesi arriva dal “paradosso dell’esordiente”. Per un autore è più facile pubblicare il primo romanzo che pubblicare il secondo. La ragione è molto semplice. 
Nella prima scena siete solo in due, e in mezzo c’è l’ultima bozza, quella che sta per andare in stampa: siete entrambi convinti che quello sia un ottimo libro. Un paio di mesi dopo, il libro è nelle librerie da qualche settimana. A giudicare quel libro non siete stati soltanto voi: lo hanno letto anche librai, critici, lettori... Possono sbagliarsi tutti: spesso ci appassioniamo in massa per la spazzatura e ignoriamo il genio. È capitato, capita, capiterà.
 
Però, nel breve periodo, che cosa succede a chi ha esordito con “un libro di insuccesso”? Su cento esordi, solo una piccola percentuale buca il muro dell’indifferenza. Un’altra fetta di libri ripaga faticosamente l’editore delle spese. Il resto degli esordi, la maggioranza degli esordi, si rivela invece un flop. Per gli autori di questi libri trovare un editore per il secondo romanzo non sarà facile...
Dunque, come nei duelli finali dei western, è importante che il primo colpo centri il bersaglio. Nei prossimi post, cercheremo di aggiustare la mira!
 
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Alexandra
codice utente 22630
Commento #10
17/5/2016
Questo Torneo mi sta aiutando a conoscermi meglio come scrittrice. So che dovrò rivedere un sacco il materiale, prima che sia accettabile per un pubblico vasto. Limitazione di genere? il fantasy non piace più? No, credo dipenda dalla pratica e dalla dieta letteraria (le letture). Io sono decisa a migliorarmi.
Rosy
codice utente 6995
Commento #9
1/2/2016
Mi sono iscritta anche io quest'anno, per la terza volta dopo un po' di tempo... Mi sento tutta emozionata come fosse la prima volta, anzi, non lo ero la prima volta xD
serena
codice utente 63081
Commento #8
30/11/2015
Sono iscritta al Torneo IoScrittore 2016. Un saluto a tutti.
dina
codice utente 42431
Commento #7
24/11/2015
Anche il mio capolavoro non è stato ancora pubblicato. Che faccio, allora, insisto?
Ocagiuliva
codice utente 6734
Commento #6
9/11/2015
quaquaqua, Ciliegio - grazie dell'augurio di lunga vita, che naturalmente ricambio. L'immortalità? Quella me la daranno i miei capolavori una volta (finalmente) pubblicati e premiati doverosamente col Nobel (Modestia, pussa via)...
Francesco
codice utente 1648
Commento #5
9/11/2015
Dopo che un mio romanzo si classificato fra i trenta finalisti di IoScrittore 2013, ottenendo giudizi per lo più positivi, circa un anno fa ho deciso di autopubblicarlo (nel vero senso della parola). È stata un’esperienza esaltante, ma faticosa al punto che non la ripeterei. Si è trattato infatti di ricoprire anche i ruoli di editor e correttore di bozze, di art director e grafico, di editore, distributore e agente librario! Del libro, promosso solo su Facebook e messo in vendita in una decina di e-store e in un centinaio di librerie dislocate in venti città, sono state vendute finora oltre quattrocento copie cartacee, che per un self-published book equivalgono alle quattrocentomila di un romanzo di pari interesse che abbia goduto del battage pubblicitario del premio Strega. Alla Mondolibri Mondadori di Palermo, che per una settimana gli ha dedicato l’intera vetrina, ha venduto sette copie in più di tutti gli “After” messi insieme (son soddisfazioni!). Del risultato apprezzabile si sono accorti due piccoli editori, rispettivamente di Milano e di Roma, che mi hanno chiesto tramite Facebook se fossi interessato a cedere i diritti del libro. Ho risposto “no, grazie”, consapevole che nessuno dei due avrebbe potuto offrirmi più di quanto già io non avessi. Certo, quando busserà alla porta la grande casa editrice, con una proposta di tiratura, distribuzione e iniziative promozionali interessanti, be’, allora…
Ciliegio selvatico
codice utente 8197
Commento #4
8/11/2015
Ochetta, naturalmente ti auguro di vivere fino a cento e passa anni, ma ricorda che nessuno e' imortale ;-)
Ocagiuliva
codice utente 6734
Commento #3
7/11/2015
quaquaqua, Ciliegio - Che fai, mi costringi a ricorrere al vecchio, ma sempre valido, "terque, quaterque..."?
Ciliegio selvatico
codice utente 8197
Commento #2
7/11/2015
Ciao Ocagiuliva, se sono davvero capolavori, troveranno certamente la strada del successo (probabilmente postumo), bisogna solo insistere fino alla morte.
Ocagiuliva
codice utente 6734
Commento #1
6/11/2015
quaquaqua, Ponte di Pino - Aspetto con ansia i prossimi post, per vedere quale sorte possano avere i miei capolavori (ancora per poco?) inediti: stelle o stalle?.
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