Fare soldi scrivendo libri: ieri, oggi, domani. Si può diventare ricchi scrivendo libri?

Fare soldi scrivendo libri: ieri, oggi, domani. Si può diventare ricchi scrivendo libri? - Nicola Sapiens De Mitri | flickr.com/photos/quatar/
Fare soldi scrivendo libri.
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Si può diventare ricchi scrivendo libri? Come si calcola il diritto d’autore? Un viaggio tra passato, presente e futuro. La prima puntata ci spiega come si può guadagnare scrivendo libri e che cos’è il diritto d’autore e quanto guadagna un autore pubblicato in e-book.

26 novembre 2015 | di Oliviero Ponte Di Pino.

Si può diventare ricchi scrivendo libri? Come si calcola il diritto d’autore? Un viaggio tra passato, presente e futuro. La prima puntata ci spiega come si può guadagnare scrivendo libri e che cos’è il diritto d’autore e quanto guadagna un autore pubblicato in e-book.

COME GUADAGNARE SCRIVENDO LIBRI?
Fino all’inizio del Cinquecento, prima della diffusione della stampa, la risposta sarebbe stata semplice: «Caro ragazzo, prima devi costruirti una fama di letterato. Poi trova un sovrano o un principe che ami le arti. Va bene anche una principessa... Devi iniziare a adularlo quanto basta affinché diventi il tuo patrono. A quel punto gli dedichi il tuo capolavoro nelle dovute forme. Conta sulla sua riconoscenza».
Con l’avvento della stampa, il mecenatismo dei potenti a beneficio del poeta cortigiano ha trovato un’alternativa. Il libro ha incontrato, prima ancora che dei lettori, un ampio pubblico disposto a pagare per avere la possibilità di leggere un testo. È emersa la figura dell’autore, come strumento e artefice del marketing della propria opera. Il primo autore in senso moderno è stato forse Pietro Aretino, nella Venezia di Aldo Manuzio, una figura con un’aura di scandalo (i Sonetti lussuriosi), amico dei potenti (con cui corrispondeva), abile propagandista di se stesso: il primo intellettuale all’italiana.

IL DIRITTO D’AUTORE: COMPENSI A PERCENTUALE SULLE COPIE VENDUTE
Quando hanno capito che si potevano far soldi con i libri, gli autori hanno preteso la loro parte, con qualche difficoltà vista l’avidità degli stampatori, sia quelli a cui avevano venduto la loro opera sia quelli che la piratavano. A partire dall’inizio del Settecento si sono così definite e diffuse la dottrina e la prassi del diritto d’autore (in parallelo con quella dei brevetti). Il principio è semplice: il titolare morale e materiale dell’opera è l’autore, che ne resta proprietario, ma può cedere a un editore il diritto di sfruttamento. È il meccanismo tuttora in vigore nell’editoria cartacea: l’autore riceve una percentuale sul prezzo di ogni copia venduta (tra il 4-5% per le edizioni economiche e il 12-15% per le edizioni trade di scrittori di grande successo).
La possibilità di guadagnarsi da vivere grazie ai proventi delle proprie opere cambia radicalmente lo statuto dell’autore: si emancipa dagli interessi, dal gusto e dagli umori un mecenate, e dipende dalle scelte del pubblico.
È un processo democratico: chi compra un libro (o un quotidiano, un cd, o un dvd) “vota” per quel libro (e il suo autore), per quel giornale, cd o dvd. È un fenomeno che ha un’immediata conseguenza politica: ha portato alla nascita dell’opinione pubblica e dunque della politica moderna.
Grazie ai diritti d’autore molti scrittori hanno fatto una fortuna. Ancora di più quando ai diritti per i romanzi si sono aggiunti quelli per i film: J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter, è una delle donne più ricche del mondo, il fatturato di autori-brand come James Patterson, Dan Brown o John Grisham vale quello di una grande azienda.

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Alexandra
codice utente 22630
Commento #3
17/5/2016
Campare di sola scrittura? La vedo dura, ma se un libro consente di accedere ai mestieri collegativi (editing, traduzioni, seminari di scrittura creativa in qualità di docenti), può essere un bel secondo lavoro.
Rita Bonfanti
codice utente 8197
Commento #2
29/11/2015
Diventare ricchi con la scrittura? Ma in quale film? Per vivere di scrittura (solo di quello) bisognerebbe pubblicare un romanzo che venda almeno 20.000 copie/anno, pari a un introito di circa 20.000/30.000 euro lordi, a cui vanno tolti le tasse e i diritti di agenzia ( se ci sono, ma di solito gli scrittori professionisti hanno un agente). A questi livelli di vendita non ci arrivano neppure i finalisti dello strega. Se va bene (salvo misteriose eccezioni) un buon romanzo pubblicato con una grande CE, vende 6000-7000 copie. Morale: la probabilita' di arricchirsi con la scrittura e' piu' o meno simile a quella di vincere al superenalotto.
Ocagiuliva
codice utente 6734
Commento #1
27/11/2015
quaquaqua - Pronta a comunicare il mio IBAN e/o quello del mio agente. Però prima mi deve pubblicare, caro Oliviero PdP...
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