Come si pubblica un libro?

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COME PUBBLICARE UN LIBRO.
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I consigli di un’autrice pubblicata dalla casa editrice Salani

28 luglio 2016 | di Redazione IoScrittore.
Molti scrittori esordienti si pongono la stessa domanda: ho scritto un libro e adesso?

La redazione di IoScrittore risponde con i consigli degli autori che hanno già pubblicato per grandi editori, un aiuto fondamentale per capire come è meglio muoversi nel complesso e vasto mondo dell’editoria. Dopo i consigli per essere pubblicati di Marco Ghizzoni, i consigli di scrittura di Maurizio Maggi e i suggerimenti per arrivare alla pubblicazione di Roberto Centazzo e di Mirko Zilhay, i 5 errori da evitare assolutamente se vuoi pubblicare un tuo libro di Alice Basso, e oggi intervistiamo Barbara Bellomo, autrice di un intrigante giallo storico, La ladra di ricordi.
Per sapere di più vai alla biografia di Barbara Bellomo


Come hai pubblicato il primo libro?
Dapprima ho pubblicato con una casa editrice siciliana, piccola e seria, che senza conoscermi ha creduto in me. Dopo la stampa ho inviato alcune copie a grandi case editrici e alcuni mesi dopo ho ricevuto una e-mail. La Salani mi comunicava che il libro era piaciuto. Il mio sogno si trasformava in realtà. 

Puoi darci qualche consiglio su come presentare la propria opera a un agente letterario? 
Invierei un profilo dell’autore, una scheda del libro, le prime trenta pagine e soprattutto indicherei, in base al genere, in quale casa editrice e in quale collana immaginerei il libro e perché. Credo che sia importante, quando ci si propone a un agente, mostrarsi consapevoli.
 
Hai inviato il romanzo completo oppure solo una sinossi o un estratto?
Ho inviato il romanzo cartaceo unitamente a una lettera in cui spiegavo perché volevo essere pubblicata da loro. 

Quali sono gli errori da evitare se si vuole pubblicare un libro con un editore importante?
Forse mandare un lavoro quando ancora non è completo. Essere letti è difficile. È bene mandare il nostro migliore risultato.

Hai mai partecipato a un concorso letterario?  
Mi ero iscritta al torneo letterario IoScrittore, ma sono stata pubblicata prima di potere partecipare. Penso che i concorsi letterari siano un’ottima opportunità, soprattutto per i giovani.

Che elemento di “novità” secondo te aveva il tuo primo romanzo, tanto da attirare l’attenzione tra tanti altri romanzi inediti?
Chi ha letto il libro inviato in casa editrice mi ha detto che è piaciuto per il ritmo e per la scorrevolezza di lettura. Forse la novità è data anche dalla presenza di due tempi storici, specchio di uno stesso animo, quello umano, che nel tempo è cambiato davvero poco. La domanda andrebbe però posta più all’editore, che non all’autore.

Un consiglio per uno scrittore esordiente?
Non scordare mai che prima di essere scrittori si deve essere degli attenti lettori. Quindi il primo consiglio è di leggere molto, per cercare un confronto con chi ha più esperienza di noi. E poi crederci. Crederci fino in fondo e non avere fretta.

Da chi hai ricevuto consigli mentre scrivevi?
Se è vero che scrivere per molti è un fatto spontaneo, comporre un romanzo necessita anche di tecnica. Per questo consiglio a tutti di ascoltare un collega, un altro scrittore, un editor. Qualcuno di cui ci si fida, che si stimi e che possa leggerci con sguardo imparziale e competente, per suggerire, per criticare, per insegnare. Io ho un grande amico, a cui posso sempre chiedere consiglio quando ne ho bisogno.

Che cosa ti ha dato il rapporto con l’editore e con gli editor della casa editrice?
Mi ha dato molto. Sono orgogliosa di pubblicare con la Salani e con il gruppo GeMS. Mi sono sempre sentita seguita, sostenuta e aiutata. E la mia editor è una persona speciale, con la quale sono entrata subito in sintonia.

Mentre scrivi, pensi a un lettore ideale?
No. Penso a una storia ideale. 

Un paio di cose che ti hanno detto i lettori sul tuo romanzo.
Fino a oggi solo belle cose. E questo mi riempie di gioia, perché dopo che si è scritto il giudizio spetta ai lettori. Ad oggi mi hanno detto che il mio personaggio, Isabella De Clio, piace perché è determinato e al contempo fragile. Che il libro non è solo un giallo, ma molto più. Che quando si finisce si sente di avere perso qualcosa e che si legge tutto d’un fiato. Ma chissà... che i miei lettori siano particolarmente gentili?




Barbara Bellomo
, laureata in Lettere, ha conseguito il dottorato in Storia antica e ha svolto lavoro di ricerca come assegnista presso la cattedra di Storia romana dell’Università di Catania. Attualmente insegna in una scuola superiore. All’attivo ha diverse pubblicazioni di storia romana. La ladra di ricordi è il suo romanzo d’esordio, fresco e ricco d’atmosfera, che si muove con agilità tra passato e presente, e ha conquistato il cuore dei lettori, e di una lettrice in particolare, la collega di scrittura Alessia Gazzola, che ha detto del romanzo: «Storia e noir si abbinano sempre a meraviglia. Ma se aggiungiamo Isabella De Clio, la delizia è assicurata». .
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