Come pubblicare un libro? I consigli di un’autrice pubblicata da tre60

Come pubblicare un libro? I consigli di un’autrice pubblicata da tre60 -
PUBBLICARE UN LIBRO: CONSIGLI.
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Roberta Marasco, autrice di un emozionante romanzo romantico, ci dà qualche dritta...

17 ottobre 2016 | di Redazione IoScrittore.

Tanti sono quelli che hanno il classico romanzo nel cassetto, ma come tirarlo fuori e riuscire a pubblicarlo?  La redazione di IoScrittore ha intervistato tanti autori che hanno pubblicato per grandi editori, e le loro risposte stanno delineando una mappa utile per muoversi nel complesso e vasto mondo dell’editoria. Dopo i consigli per essere pubblicati di Marco Ghizzoni, i consigli di scrittura di Maurizio Maggi e i suggerimenti per arrivare alla pubblicazione di Roberto Centazzo e di Mirko Zilhay, i 5 errori da evitare assolutamente se vuoi pubblicare un tuo libro di Alice Basso, Barbara Bellomo. Oggi sentiamo Roberta Marasco, autrice di un emozionante romanzo romantico, Le regole del tè e dell’amore.

Per sapere di più vai alla biografia di Roberta Marasco.
 

Come hai pubblicato il primo libro?
Ho pubblicato il mio primo romanzo in digitale, per Emma Books. Conoscevo la direttrice editoriale da molti anni, avevo lavorato per lei come traduttrice, fra le altre cose, e quando mi ha parlato del suo progetto di una casa editrice femminile con una linea diversa rispetto al femminile già esistente, le ho proposto una storia, che poi è diventata Love Trainer. Per Emma Books pubblicavo sotto lo pseudonimo di Mara Roberti, che mi è stato utile per imparare a scrivere di emozioni senza censurarmi. Ora credo di aver imparato, almeno spero, e vorrei provare a continuare il percorso con il mio vero nome. Poi la mia agente letteraria ha proposto un mio romanzo a Tre60, ed eccomi qui. 

Puoi darci qualche consiglio su come presentare la propria opera a un agente letterario?  
In realtà, per quanto banale sembri, non è il modo che conta, è il romanzo. Un buon agente riconosce sempre un romanzo che funziona o che può funzionare, già dalle prime pagine. Una sinossi aiuta, ma non fa la differenza. Io a volte, quando sono un po’ in difficoltà a inquadrare una storia, fingo di dover scrivere la quarta di copertina, in modo da mettere in luce i motivi per cui un lettore dovrebbe leggerlo o un libraio dovrebbe proporlo. Detto questo, secondo me l’unica presentazione davvero utile a un agente è: “Sono disposta a imparare e a riscrivere il mio romanzo se sarà necessario”. Troppo spesso si confonde la riscrittura con una sorta di mercificazione, come se ci si piegasse alle logiche di mercato. Io non la penso così; con i miei romanzi voglio intrattenere ed emozionare, quindi lo sguardo altrui è fondamentale.

Hai inviato il romanzo completo o solo una sinossi/un estratto?
A Tre60 la mia agente ha mandato il romanzo completo.

Quali errori sono da evitare se si vuole pubblicare un libro con un editore importante?
Pensare di pubblicare il romanzo esattamente come è uscito dal nostro computer. Affezionarsi a ogni singola parola. Sentire di doverlo difendere. La pubblicazione è anche un processo di apprendimento, una scuola preziosa. Non è una conferma, è un punto di inizio. Io penso che nessun editore che crede davvero nel lavoro di un autore pubblichi il suo manoscritto esattamente come gli è arrivato. L’editore ti accompagna nella costruzione della storia, in un percorso di scrittura personale. Non ti pubblica e basta: ti insegna a scrivere meglio.

Hai mai partecipato a un concorso letterario? 
Vi partecipai molti anni fa. È un’esperienza importante, secondo me, perché ci si misura con un orizzonte professionale, ci si abitua a prendere distacco dal proprio testo, a uno sguardo critico, al giudizio sulla nostra storia. Che poi sarà un domani il giudizio dei lettori che comprano il libro in libreria.

Qualche consiglio per uno scrittore esordiente
Al momento di scrivere il problema di solito è il tempo. Per fare le cose per bene ci vuole tempo e non si può pensare di scrivere solo la sera, quando tendenzialmente si è stanchi morti. Bisogna ritagliarsi il tempo per scrivere di giorno, secondo me, e se riusciamo a farlo durante la settimana, in un orario lavorativo, ancora meglio. Ci si sente psicologicamente obbligati a prendersi più sul serio (o almeno per me è stato così).
Quando si inizia a scrivere, è utile leggere (o rileggere) i libri che amiamo e che hanno qualcosa in comune con quello che stiamo scrivendo. Appuntarci le scene che ci hanno emozionato, quello che funziona. Non per copiarlo, ma per acquisire a poco a poco una maggiore consapevolezza dei meccanismi della scrittura.
Durante la stesura del libro io ogni tanto, per orientarmi, ricorro alle regole degli sceneggiatori americani, allo schema in tre atti, per esempio, o alle dodici tappe dell’eroe. Non mi sforzo di rispettarle, ma mi sono molto utili per capire a che punto sono della mia storia, se mi sto perdendo per strada, se la struttura scricchiola e se il percorso della protagonista ha un senso ed è coerente con quel che volevo raccontare. Mi serve anche per ricordarmi che quello che conta davvero è la trama. Spesso abbiamo ben chiari i dettagli, un ipotetico messaggio, a volte perfino le atmosfere, ma lasciamo paradossalmente la trama nel suo complesso in secondo piano.
Per pubblicare il romanzo, infine, secondo me serve un agente. Un agente è utile in molte fasi del lavoro di uno scrittore, dalla revisione del testo al rapporto con la casa editrice. Per me è una figura fondamentale. Io poi ho la fortuna di avere un’agente che mi conosce perfino meglio di quanto mi conosca io stessa. Lavoriamo insieme da tantissimi anni e ci siamo sempre capite al volo. E soprattutto, mi fido ciecamente di lei.

Che cosa ti ha dato il rapporto con l'editore e con gli editor della casa editrice?
Con la direttrice editoriale e l’editor di Tre60 c’è stata un’ottima sintonia fin dal principio. La sensazione che ho avuto è che tutte e tre amassimo la storia, ma in tre modi diversi, come se ciascuna di noi ci trovasse qualcosa di differente e la apprezzasse per un motivo distinto. Ho intuito alcuni pregi del libro attraverso i loro occhi e ho capito quali erano i suoi limiti grazie alle loro osservazioni e ai loro consigli. C’è sempre stato un rapporto di grande fiducia, rispetto e collaborazione. E come con l’agente, credo che la fiducia sia la chiave di tutto.
 

Roberta Marasco è una traduttrice che un giorno si è accorta di aver trascurato le proprie emozioni. Per la fretta, le aveva cacciate tutte da qualche parte dentro di sé, proprio come si fa con gli oggetti che non si ha il tempo di rimettere in ordine. Le emozioni, però, prima o poi tornano a galla, e le sue lo facevano cogliendola alla sprovvista e commuovendola nei momenti meno opportuni. Ha iniziato a scrivere per questo, per vivere le proprie emozioni e tornare a credere nei sogni. Per saperne di più visita la sua pagina Facebook o il suo blog, rosapercaso.

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