Un romanzo che non ha paura di addentrarsi in un capitolo cupo della nostra memoria collettiva

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Intervista a Marco Scarlatti, autore di "Tempo di morte, tempo di coraggio"

22 giugno 2017 | di Redazione IoScrittore.
Marco Scarlatti è autore di Tempo di morte, tempo di coraggio, romanzo edito da IoScrittore

Il libro in una frase
In una terra di confine, in un tempo di guerra e di pulizia etnica, un gruppo di giovani sfida la morte recuperando cadaveri dalle foibe. Uniche alleate alcune misteriose formule “magiche” rubate a un nazista.

Amici di scaffale
Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino; Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut; Addio alle armi di Ernest Hemingway; Il ponte sulla Drina di Ivo Andric; La frontiera di Franco Vegliani; Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari; Il caso di Charles Dexter Ward di H.P. Lovecraft; Pet Sematary di Stephen King.

 
Segni particolari 
  1. La presenza, in un romanzo quasi storico, di eserciti di rospi giganti (gli slavi), di avvoltoi-arpie che pattugliano i cieli (gli ustascia), di enormi capodogli volanti (gli aeroplani pieni di bombe), di uomini vestiti di verde con fucili al posto della testa (i partigiani), di androidi fatti interamente di metallo nero (i soldati nazisti).
  2. La fusione di elementi realistici (resi quasi fiabeschi dai ricordi del narratore) con suggestioni tratte dall’horror e dalla dottrina orientale del ritorno delle anime nel mondo.
  3. Uno stile che cerca costantemente di rispettare la trama e l’attenzione del lettore, ma che è anche alla strenua ricerca della bellezza della frase e delle parole in sé.
  4. Un romanzo che fa della guerra, e di una guerra in particolare, una riflessione sulla morte e sul coraggio, sul senso più profondo del perché siamo qui. 

Tag 
Foiba, esodo, italiani, guerra etnica, Libro tibetano dei morti, illusione, coraggio, amore, resurrezione, reincarnazione. 

Dove e quando 
In un paesino sulla costa dell’Istria, fra il 1943 e il 1945; e in una casa di riposo a Roma, oggi.

Come e perché ho deciso di partecipare a IoScrittore
Sono venuto a conoscenza di IoScrittore per caso, agli inizi del 2015. All’epoca avevo appena finito un romanzo che mi piaceva molto, La pantofola del mondo.
L’ho inviato senza pensarci troppo, e dopo i primi giorni passati a leggere gli incipit degli altri partecipanti ho capito che non ero finito in un semplice concorso, ma mi trovavo in un’esperienza più profonda sia come lettore che come scrittore.
Grazie ai suggerimenti degli altri, devo dire sempre molto generosi col libro, sono arrivato al giorno della premiazione (fine del 2015), che ho seguito via twitter con malcelato distacco.
Anche se ho creduto sin dall’inizio alla mia Pantofola (che poi sarebbe diventata Tempo di morte, tempo di coraggio), per parecchi giorni dopo la premiazione ho pensato a un errore. Magari si sono sbagliati, mi dicevo. Ora entro nel sito e trovo un’errata corrige grossa così che comunica un altro vincitore al mio posto. 
Aver partecipato a IoScrittore è l’esperienza più importante e formativa che mi sia capitata finora come autore.
Mettersi in discussione, non considerare ciò che si scrive come un testo sacro, e perseverare. Ecco cosa ho imparato stando qui. Questo, e non abbandonare mai la Via della Scrittura.
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