Pur avendo l’abitudine di leggere e parlare l’italiano tutti i giorni, può capitare di trovarci di fronte a un vocabolo che a prima vista ci risulta difficile da riprodurre oralmente, magari per via della sua lunghezza fuori dal comune, o della combinazione di suoni e sillabe da cui è costituito.
Impresa che diventa ancora più complessa per chi la lingua italiana la sta ancora studiando, magari perché è in età scolare o perché è di madrelingua diversa, e si sta cimentando con l’apprendimento del nostro idioma provenendo da un altro sistema linguistico.
Nei casi più complessi, è quindi buona norma cercare di riconoscere le radici, i suffissi e i prefissi che potrebbero far parte di un certo termine, scomponendolo e provandolo a leggere un po’ alla volta, in considerazione della sua etimologia o del senso (anche parziale) che intende veicolare.
Per fare un po’ di sana pratica, ecco quindi cinque fra le parole considerate più difficili della lingua italiana, corredate naturalmente di significati e curiosità: cosa aspettate a mettervi alla prova?
Partiamo da una parola poco comune nel parlato, ma che potrebbe suonare familiare a chi si intende di medicina e farmacologia, cioè l’aggettivo e sostantivo eupèptico. Composto da eu e da pèpis, che in greco antico equivalevano rispettivamente all’avverbio bene e al nome digestione, il termine si riferisce – non a caso – a tutte quelle sostanze che facilitano la nostra digestione, permettendoci in questo modo di migliorare il funzionamento del nostro stomaco.
Pronunciarla correttamente al primo tentativo è una vera sfida: sì, perché la parola faldistòrio rischia di far inciampare la nostra lingua nel passaggio da una consonante all’altra, in particolare poi se pensiamo che esiste anche una variante senza i, ovvero faldistoro. Stavolta siamo davanti a un sostantivo che viene dal germanico Faldastol, a sua volta proveniente dal latino faldistorium: anticamente indicava le sedie pieghevoli e prive di spalliera usate dai membri del clero, dai reali e dai nobili in specifiche occasioni pubbliche.
La parola più difficile secondo gli studenti e le studentesse di lingua italiana? Il dibattito rimane aperto, sì, anche se la maggior parte di loro sostiene di non trovare proprio facilissima la pronuncia di chiacchierìccio. Tra l’alternanza dei suoni /k/ e /tʃ/, le tante vocali e la nostra tipica /r/ vibrante, infatti, questo nome derivato dal termine onomatopeico chiacchiera rischia di confondere anche i più abili. Il suo significato? Un parlottìo prolungato e fastidioso, che può celare anche qualche voce falsa o pettegolezzo.
Veniamo ora a un altro aggettivo quantomeno problematico, che non sentiamo spesso nella vita quotidiana e che, di conseguenza, potrebbe indurci a raddoppiare qualche consonante o ad aggiungerne altre mentre proviamo a pronunciarla per la prima volta. Parliamo di irrefragàbile, che è arrivata in italiano attraverso il latino in– (cioè non) e refragari (contraddire) per designare un concetto o una persona che è, di fatto, impossibile in alcun modo da contestare.
E concludiamo con una parola che rientra anche nel novero delle più lunghe della lingua italiana. Ci riferiamo a Hippopotomonstrosesquipedaliofobia, che viene dal greco e dal latino ed è composta da hippopoto– (grande), monstro- (mostruoso), sesquipedali- (cioè una parola lunga un piede e mezzo secondo la metrica romana) e –fobia (paura): detto diversamente, designa la paura delle parole molto lunghe. Del resto, come potrebbe essere altrimenti?
Fonte: www.illibraio.it
Scarica gli ebook gratuiti di IoScrittore.
Tanti consigli per migliorare e rendere efficace il tuo romanzo fin dalla prima pagina.
Gratis i consigli di scrittura degli autori bestseller e dei loro editor. - Edizione 2025
Condividi